OVADYAH SFORNO
Cesena 1475 ca.- Bologna 1550


Ovadyah Sforno fu rabbino, medico, esegeta, filosofo e matematico.

Casa Sforno - Bologna, Piazza Santo StefanoNacque a Cesena intorno al 1470-1475. Il padre Iacob di Rubino godeva di una buona posizione sociale, esercitava il prestito ed era esperto di Torah.
Quando a Cesena i rapporti tra cristiani ed ebrei divennero difficili, la famiglia fu costretta a trasferirsi a Bologna. Ovadyah andò invece a Roma per studiare medicina e le altre materie scientifiche.
Rimase a Roma per circa 30 anni, diventando noto esperto di Torah e rivestendo una posizione elevata nella comunità ebraica locale, impartendo lezioni a personalità anche cristiane e insegnando la Torah a gruppi di amici.
Nel 1501 si laureò in medicina a Ferrara.
Tra il 1524-1525 si stabilì a Bologna presso il fratello Graziadio e iniziò a esercitare la professione medica. Molto attivo nella comunità ebraica bolognese, fu presidente della locale Accademia rabbinica, che diresse fino alla morte. Qui si studiavano anche latino e matematica.
Tra il 1536 e il 1541 diede un forte impulso all'attività della tipografia ebraica bolognese, che promosse con la stampa di una decina di edizioni ebraiche. Sforno non solo pubblicò il suo trattato filosofico Or 'ammim nel 1537 e il commento ai Pirqe avot nel Mahazor stampato nel 1540, ma si fece probabilmente carico di tutte le fasi della complessa attività tipografica, dalla consulenza al reperimento dei capitali.
In seguito, curò personalmente la traduzione in latino di Or 'ammim, che fu pubblicata a Bologna nel 1548 dal tipografo Anselmo Giaccarelli, con titolo di Lumen Gentium e dedica a Enrico II di Francia.
Come esegeta, commentò tutta la Torah (Venezia, 1567), nonché, fra gli altri libri biblici, il Cantico, Qohelet, i Salmi, Giobbe, Yonah, Habbaquq, Zaccaria.
Fu autore anche di una grammatica bilingue.
Morì a Bologna nel 1550.

Ovadyah Sforno, complessa figura di intellettuale, rappresentante del Rinascimento italiano, divenne fondamentale figura di raccordo tra mondo ebraico e mondo cristiano, due culture che nel Cinquecento convivevano in Italia una accanto all'altra, pur rimanendo separate, gelose custodi delle rispettive identità. Desideroso di diffondere la conoscenza dell'ebraismo anche all'esterno del mondo ebraico e per il suo impegno nel dare impulso dell'arte della tipografia, Ovadyah Sforno può essere preso come  personaggio simbolo della comunicazione, socializzazione e ricerca senza frontiere del sapere.
La diffusione della conoscenza è sempre stata alla base dell'ebraismo: saper leggere e scrivere per gli ebrei è sempre stato un dovere per poter leggere (e non recitare a memoria) le preghiere. Proprio per questa particolarità la trascrizione dei testi sacri a mano, prima, e a stampa, poi, era considerata un vero e proprio rito e amanuensi e tipografi erano guardati con il massimo rispetto. Non si sbaglia, dunque, se si parla degli ebrei come popolo del Libro e di un popolo di bibliofili.
Perché ogni libro o pubblicazione aiuta a diffondere conoscenza e sapere. E questa è sempre stata la grande ricchezza dell'ebraismo.


[Dal catalogo Il network prima di internet. Personaggi e documenti, visioni e suoni della modernità ebraica nel tempo, Editrice Compositori, Bologna 2009]