

Museo
Ebraico di Bologna
domenica 20 novembre 2011 - ore
16.00
Gli
ebrei d’Italia partecipano al Risorgimento: fanno parte di
società segrete; aderiscono alla Carboneria e poi alla Giovane
Italia di Mazzini; partecipano alle guerre di indipendenza e alla
spedizione dei Mille. E un simile coinvolgimento emerge, attraverso
numerosi documenti e testimonianze, anche per l’Emilia-Romagna e
in particolare per due sue realtà, Ferrara e Parma, che qui si
vogliono mettere a confronto. Ferrara: una comunità
eccezionalmente coesa, capace di salvaguardare con le proprie
istituzioni religiose, economiche, caritatevoli ed educative un popolo
di 1600 persone nei frangenti più burrascosi, grazie a capi di
grande valore.
Da Samuel Dalla Vida, autorevole membro del Consiglio degli Juniori
della Repubblica Cisalpina, a Lazzaro Carpi, carbonaro, a Salvatore
Anau, eletto alla Costituente Romana con Leone Carpi, ai numerosi
partecipanti alle guerre per l'Indipendenza, ad Enea Cavalieri che
compie con Leopoldo Marchetti e Sidney Sonnino la famosa inchiesta in
Sicilia, ai fratelli Castelbolognesi, uno esploratore delle fonti del
Nilo, l'altro collaboratore di Giolitti. Per finire con Max Ascoli, che
fonda e dirige la Mazzini Society negli Usa.
A Parma, David Rabbeno (1815-1882), attivo nei moti unitari, fu collaboratore della Rivista Israelitica e primo direttore della Gazzetta di Parma
dopo l’Unità d’Italia. Studioso di economia e storia
patria, pubblica la prima monografia su un Comune della nuova Italia,
Salsomaggiore, applicando i modelli statistici introdotti dalle
nuove leggi dello stato unitario e ne illustra la cultura economica e
storica, ambientale e sociale. Con Lorenzo Molossi, padre della
statistica parmense, e Giovanni Valentini, Rabbeno fu membro del
Comitato provinciale di statistica di Parma e nel 1861 elaborò
la Statista Industriale di Parma, la prima di una Provincia in Italia.
mostra storico didattica in occasione del 150° dell'Unità d'Italia