
visite guidate
L'"Altra" città: storie tradizioni identità degli ebrei a Bologna
Domenica 9 maggio 2010, ore 16.00 a cura di Vincenza Maugeri, curatore MEB
Domenica 23 maggio 2010, ore 16.00 a cura di Franco Bonilauri, direttore MEB
La visita guidata ai luoghi della tradizione ebraica è una opportunità di conoscenza dell’identità ebraica in Bologna
attraverso lo sviluppo storico di alcuni temi quali: l'insediamento, le
attività principali, i luoghi di culto, le festività e i
riti legati al ciclo della vita. Tra fine del Trecento fino al 1593,
data dell'espulsione degli ebrei da Bologna, la città fu uno dei
centri più vivi della cultura ebraica della nostra penisola.
Il percorso avrà inizio dalla sede del Museo Ebraico di Bologna, in un suggestivo palazzo cinquecentesco nell'ex ghetto ebraico. Dopo una breve introduzione, ci si sposterà nell’area del ghetto,
il quartiere medievale sotto le Due Torri dove gli ebrei furono
segregati per periodi alterni dal 1555 al 1593 e dove ancora oggi
è possibile riconoscere le architetture delle antiche abitazioni
e individuare le tracce dei due portoni di chiusura installati nel 1566
all'imbocco di via dei Giudei e sulla via Oberdan.
Si proseguirà verso via Goito, dove sorge il palazzo che Achille Bocchi,
illustre letterato dello Studio bolognese, si fece costruire tra il
1545 e il 1565 su progetto di Jacopo Barozzi detto il Vignola e di
Sebastiano Serlio: sullo zoccolo dell’edificio, esempio unico in
Europa, fu apposta una iscrizione in ebraico, accanto ad una in latino.
Ci si sposterà poi al Museo Civico Medievale, dove si conservano quattro lapidi sepolcrali
cinquecentesche provenienti dall'antico cimitero ebraico di Bologna,
nell’area del Baraccano, e che fu distrutto dopo
l’espulsione degli ebrei dalla città, nel 1593; le lapidi
sono dedicate a Shabatài Elkanan da Rieti (1546), Avrahàm
da Fano (1508), Menachem Ventura (1555), e Joav Rieti e sono uno
splendido esempio di scrittura ebraica in lettere gemmate.
Da quest’anno il programma è arricchito dalla visita all’affresco di Giovanni da Modena del 1420 ca. nella Basilica di San Petronio, esempio di iconografia antiebraica, con la rappresentazione della Chiesa trionfante sulla Sinagoga.
Il percorso si concluderà in Piazza Santo Stefano
per ammirare la casa del XV sec. che ospitò la famiglia Sforno,
ebrei sefarditi da Barcellona, già a Bologna nei primi
anni del XV sec. Gli Sforno si distinsero per l’alto livello
culturale dei suoi componenti: Ovadyah Sforno
(1475-1550, filosofo, medico e commentatore di testi biblici, non solo
nel 1531-32 ricoprì la cattedra di ebraico e diresse a Bologna
anche una scuola di studi talmudici, ma fu tra i principali propulsori
della attività tipografica ebraica bolognese della seconda
metà del XVI secolo.
entrata gratuita
Info: 051-2911280