
Yom Kippur
I dieci giorni che seguono ROSH HA-SHANÀ
sono chiamati “giorni terribili” e sono caratterizzati da
tutta una lunga serie di preghiere penitenziali volte a preparare
l’animo al sopraggiungere di YOM KIPPUR, o GIORNO DELL’ESPIAZIONE.
Secondo la codificazione rabbinica, il Giorno di Kippur è
proibito mangiare, bere, avere rapporti intimi, lavarsi, ungersi e
calzare scarpe di cuoio. Il digiuno completo dal mangiare e dal bere va
da tramonto a tramonto per la durata complessiva di 25 ore. La liturgia
di questa solennità si snoda per ben 5 servizi sinagogali,
cosicché l’ebreo passa in preghiera gran parte della
giornata. La sera inizia con la preghiera per sciogliere i voti e i
giuramenti (KOL NEDARIM) compiuti inconsapevolmente o in
modo avventato nel corso dell’anno, ma prima di chiedere perdono
a Dio, bisogna essere in pace con il prossimo, per cui è
importante riparare ai torti fatti e perdonare coloro che si sono
comportati male con noi. L’ultima funzione della giornata (NE’ILA) viene conclusa dal suono dello shofar.
In questo momento termina il digiuno e ci si può di nuovo sedere a tavola, in un clima gioioso e riconciliato.