LUDWIK LEJZER  ZAMENHOF

Ludwik Lejzer Zamenhof
Ludwik Lejzer Zamenhof
 nacque nel 1859 da una famiglia di ebrei lituani a Bialystok, città polacca, allora sotto la corona dello Zar. Zamenhof è stato medico, linguista e glottoteta. È universalmente noto per aver fondato le basi dell'esperanto, la lingua ausiliaria internazionale più parlata al mondo.

Il territorio nordorientale polacco era abitato da genti diverse e corso da tutti gli eserciti dei paesi vicini. Inoltre la Russia vi aveva spinto un gran numero di ebrei da tutto l’impero. In questa congerie di razze, il giovane Zamenhof maturò il sogno di una lingua che permettesse la comprensione reciproca, base di una pacificazione tra le genti. Costruì la Lingua internazionale. Raccolse molti consensi, poté collaudare la nuova Lingua Internazionale attraverso la corrispondenza con altri scienziati di tutto il mondo, e seppe poi riunire in Francia, nel 1905, nel nome dell’Esperanto, centinaia di parlanti di tutte le lingue.

Zamenhof pensava in particolare che la Lingua Internazionale potesse proporsi come lingua ponte fra tutte le comunità ebraiche, le quali nei secoli avevano assunto la lingua dei popoli presso cui si erano dispersi. Zamenhof desiderava un ricongiungimento del suo Popolo e pensava che l’America poteva forse essere la terra in cui la sua gente sarebbe stata libera dalle millenarie persecuzioni.

Scrisse: “Se non fossi un ebreo del ghetto, l’idea di unire l’umanità non mi avrebbe così costantemente ossessionato durante tutta la mia vita. Nessuno può risentire quanto un ebreo del ghetto della maledizione della suddivisione fra gli uomini. Nessuno può sentire la necessità di una lingua umanamente neutrale e non-nazionale quanto un ebreo, che è obbligato a pregare Dio in una lingua morta da molto tempo, che riceve la sua educazione e la sua istruzione da un popolo che lo rifiuta, e che ha compagni di sofferenza su tutta la terra, con i quali non si può capire.

Fu vicino al movimento sionista e vi prese parte, ma poi se ne allontanò perché pensava che causa delle sofferenze degli Ebrei era proprio la separazione, mentre l’appartenenza alla Famiglia Umana esigeva di non isolarsi ma di superare limiti e barriere. Così, dunque si qualificò: Homarano, membro dell’Umanità.