
ESPERANTO A BOLOGNA
Ricorrendo il 15 dicembre il 150° anniversario della nascita di Ludwik Lejzer Zamenhof (1859-1917), il Museo Ebraico di Bologna, in collaborazione con il Gruppo Esperantista Bolognese ricordano il creatore della lingua Esperanto.
L’Esperanto è una lingua nata per
superare la barriera delle lingue e per favorire la comprensione fra le persone;
è una lingua internazionale e neutrale che non appartiene ad un popolo in
particolare, perciò non danneggia nessuna cultura, ma le avvantaggia tutte. Oltre
120 anni di uso pratico provano che l’Esperanto è capace di esprimere ogni
aspetto del pensiero e ogni sentimento umano.
A inizio secolo a Bologna vivevano
alcuni esperantisti, senza un’organizzazione. Nel 1908, Achille Tellini,
geologo friulano, organizzò a Bologna una mostra sull’Esperanto all’interno
dell’Esposizione Internazionale (1909), dove suscitò tanto interesse da dover
avviare numerosi corsi e poi aprire un ufficio esperantista (1910). Di seguito
Tellini fondò, con altri,
Dopo la fine della guerra, il
quinto congresso fu organizzato dal gruppo di Bologna nel 1920; di seguito la
città ospitò nel 1952 un nuovo congresso nazionale e nel 1955 il Congresso
Mondiale. Gli esperantisti contribuiscono
attivamente alla promozione dei gemellaggi della città di Bologna con altre
città d’Europa. A Zamenhof e all’Esperanto sono dedicate strade a Bologna,
Castel San Pietro Terme, Casalecchio di Reno e Pianoro.
Negli anni 1985 e 1986 gli
esperantisti di Bologna hanno dedicato manifestazioni pubbliche al tema della
Pace, tanto che il Congresso italiano organizzato a Bologna nel 1986 ebbe come
tema Esperanto: una via alla Pace. In
quegli anni è stato costituito il “fondo librario esperantista” della
Biblioteca dell’Archiginnasio. Nel 2000 il Congresso italiano di Esperanto si è
tenuto a Casalecchio nell’ambito delle manifestazioni di Bologna capitale
europea della cultura.