ZEHUT זהות
Le acquisizioni del Museo Ebraico di Bologna
nei suoi primi 10 anni di attività

a cura di Franco Bonilauri e Vincenza Maugeri

Museo Ebraico di Bologna
14 maggio - 27 settembre 2009

Fernando Gualtieri, Il Taleth, 1970, olio su tela cm 64x53
La mostra Zehut זהות, Le acquisizioni del Museo Ebraico di Bologna nei suoi primi 10 anni di attività, a cura di Franco Bonilauri e Vincenza Maugeri, intende presentare al pubblico le acquisizioni librarie, documentarie e storico-artistiche dei primi dieci anni dalla sua istituzione. 
Inaugurato nel maggio 1999, la Fondazione Museo Ebraico di Bologna – unico nel suo genere tra i musei ebraici italiani come istituzione a carattere pubblico - nel corso di questi anni ha assunto sempre più le connotazioni anche di centro culturale vivo e propositivo.Emanuele Luzzati, Hanukkà, 1988, tecnica mista su tavola 170x91 Il museo organizza e ospita numerose attività ed eventi di divulgazione e ricerca su temi legati all'identità ebraica, che messe in fila ci permettono di parlare ormai di una certa “tradizione” culturale cittadina che si sta facendo strada tra le principali istituzioni.
Infatti, proprio in rispetto alla sua missione di conservare e valorizzare il ricco patrimonio culturale ebraico locale e regionale, il museo si è impegnato anche in una oculata e attenta politica di ampliamento dei fondi librari e documentari avvenuta tramite donazioni di privati con il duplice obiettivo di ricomporre almeno qualche elemento del complesso mosaico del patrimonio ebraico del territorio emiliano-romagnolo disperso nei secoli e di aggiungere ulteriore valore non solamente al patrimonio della Fondazione, ma anche al tessuto culturale locale.
Non meno importante l’impegno per cui con mostre storico-documentarie, esposizioni delle opere di artisti ebrei e israeliani contemporanei, donazioni di privati, acquisizioni sul mercato antiquario, il museo ha incrementato il nucleo storico-artistico.
Non a caso il titolo della mostra, ZEHUT זהות, che ben racchiude il concetto di “identità”, vuole proprio sottolineare i tanti e molteplici aspetti che l’ebraismo esprime nella sua cultura e tradizione. In primo luogo, i libri e i documenti qui esposti riportano al concetto degli ebrei come “popolo del libro” e della loro forte e secolare tradizione della parola scritta che si fonde e lega con quella orale nella conoscenza e nell’apprendimento (Fondo librario e fotografico Beniamino Cannaruto; Archivio Finzi-Castelfranchi; Archivio Eugenio Heiman). Le opere pittoriche in mostra, invece, interpretano differenze e diversità di tecniche, espressioni e linguaggi degli artisti che le hanno prodotte, ma testimoniano nel contempo vitalità e fervore, valori forti nelle diverse e multiformi interpretazioni della radice ebraica (Jakov Bararon, Giovanni Bonaldi, Emanuele Luzzati, Arza Somekh Coen, Rutu Modan, Tobia Ravà, Hana Silberstein, Fernando Gualtieri e per le opere scultoree Elena Cifiello). Acquisire significa crescere e il Museo Ebraico di Bologna oggi, a dieci anni dalla sua istituzione, vuole segnare con questo evento la sua funzione di istituzione culturale attenta ai valori della tutela, della conservazione e della promozione del patrimonio culturale.

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