
Museo Ebraico di Bologna
14 maggio - 27 settembre 2009

La mostra Zehut זהות, Le acquisizioni del Museo Ebraico di Bologna nei suoi primi 10 anni di attività,
a cura di Franco Bonilauri e Vincenza Maugeri, intende presentare al
pubblico le acquisizioni librarie, documentarie e storico-artistiche
dei primi dieci anni dalla sua istituzione.
Inaugurato nel maggio 1999, la Fondazione Museo Ebraico di Bologna
– unico nel suo genere tra i musei ebraici italiani come
istituzione a carattere pubblico - nel corso di questi anni ha assunto
sempre più le connotazioni anche di centro culturale vivo e
propositivo.
Il museo organizza e ospita numerose attività ed eventi di
divulgazione e ricerca su temi legati all'identità ebraica, che
messe in fila ci permettono di parlare ormai di una certa
“tradizione” culturale cittadina che si sta facendo strada
tra le principali istituzioni.
Infatti, proprio in rispetto alla sua missione di conservare e
valorizzare il ricco patrimonio culturale ebraico locale e regionale,
il museo si è impegnato anche in una oculata e attenta politica
di ampliamento dei fondi librari e documentari avvenuta tramite
donazioni di privati con il duplice obiettivo di ricomporre almeno
qualche elemento del complesso mosaico del patrimonio ebraico del
territorio emiliano-romagnolo disperso nei secoli e di aggiungere
ulteriore valore non solamente al patrimonio della Fondazione, ma anche
al tessuto culturale locale.
Non meno importante l’impegno per cui con mostre
storico-documentarie, esposizioni delle opere di artisti ebrei e
israeliani contemporanei, donazioni di privati, acquisizioni sul
mercato antiquario, il museo ha incrementato il nucleo
storico-artistico.
Non a caso il titolo della mostra, ZEHUT זהות, che ben racchiude il
concetto di “identità”, vuole proprio sottolineare i
tanti e molteplici aspetti che l’ebraismo esprime nella sua
cultura e tradizione. In primo luogo, i libri e i documenti qui esposti
riportano al concetto degli ebrei come “popolo del
libro” e della loro forte e secolare tradizione della parola
scritta che si fonde e lega con quella orale nella conoscenza e
nell’apprendimento (Fondo librario e fotografico Beniamino
Cannaruto; Archivio Finzi-Castelfranchi; Archivio Eugenio Heiman). Le
opere pittoriche in mostra, invece,
interpretano differenze e diversità di tecniche, espressioni e
linguaggi degli artisti che le hanno prodotte, ma testimoniano nel
contempo vitalità e fervore, valori forti nelle diverse e
multiformi interpretazioni della radice ebraica (Jakov Bararon,
Giovanni Bonaldi, Emanuele Luzzati, Arza Somekh Coen, Rutu Modan, Tobia
Ravà, Hana Silberstein, Fernando Gualtieri e per le opere
scultoree Elena Cifiello). Acquisire significa
crescere e il Museo Ebraico di Bologna oggi, a dieci anni dalla sua
istituzione, vuole segnare con questo evento la sua funzione di
istituzione culturale attenta ai valori della tutela, della
conservazione e della promozione del patrimonio culturale.
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