Lo' ha-kol havalim, non tutto è vanità

Festival della letteratura israeliana

da mercoledì 25 luglio a mercoledì 1 agosto
ore 21.30
Cortile d'Ercole di Palazzo Poggi - via Zamboni 33

Col patrocinio di
Provincia di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Ambasciata di Israele

estate 2007, Festival della letteratura israeliana

Dal 25 luglio al 1 agosto Lo' ha-kol havalim, Non tutto è vanità - Festival della Letteratura Israeliana ospiterà nella suggestiva cornice di Palazzo Poggi, nel cuore dell'Università di Bologna, Gioele Dix, Ivano Marescotti, Ugo Pagliai. Grandi attori di teatro leggono grandi scrittori israeliani, accompagnati dalle suggestioni musicali del chitarrista Emanuele Segre.

Nel 2005, il Museo Ebraico di Bologna aveva organizzato il programma "Tutto il latte e il miele"- Festival della Poesia Israeliana, riscontrando un grande interesse sia nel pubblico sia nei media. Per l'estate 2007 il MEB si propone invece di presentare la letteratura israeliana.

La letteratura israeliana vive da alcuni anni un successo internazionale. In Italia diverse case editrici vantano nei loro cataloghi autori israeliani: Shmuel Agnon, Abraham B. Yehoshua, Amos Oz, David Grossman, Meir Shalev, Uri Orlev, Etgar Keret, Zeruya Shalev, Savyon Librecht sono noti a ogni amante italiano di letteratura. Ha rappresentato e costituito un fattore decisivo, nel passato, di una rinnovata identità nello Stato di Israele e di un popolo che ha vissuto nella diaspora.

Il titolo scelto per il festival, Lo' ha-kol havalim da una poesia di Natan Alterman che parafrasa Qohelet, indica come gli scrittori israeliani sia della prima sia dell’ultima generazione mantengano un legame molto stretto con le origini e le tradizioni dell’identità ebraica, con un modo del tutto originale di rapportarsi al tempo, di sentirlo evocare nel presente e rifletterlo nel passato. Non a caso gli ebrei sono ritenuti il "popolo del Libro" per antonomasia, proprio per la consuetudine con la preghiera e la lettura critica dei testi. Emerge dunque come lo sforzo morale e l’energia artistica e creativa impressa alla letteratura siano state percepiti dagli ebrei come un ulteriore processo per la realizzazione dello Stato e per la formazione del “nuovo ebreo”.

Gli incontri in programma esamineranno, inoltre, la funzione della letteratura israeliana come elemento di tradizione, di identità e multiculturalità, con una grande varietà di estremi che si toccano e dialogano tra loro.

Le quattro serate offrono la suggestione di un incontro tra letteratura e sonorità musicali, in cui il timbro delle voci di grandi attori e le sonorità di musicisti di fama saranno protagonisti. Il tutto per creare l'emozione di pagine straordinarie.

Lo' ha-kol havalim, Non tutto è vanità - Festival della Letteratura Israeliana è organizzato dal Museo Ebraico di Bologna in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Bologna per il cartellone di bèbolognaestate07.

La serata di apertura del festival, mercoledì 25 luglio, ha per tema Be'eres hemdat 'avot - Nella terra del desiderio dei Padri. Gli esordi della letteratura israeliana. Gioele Dix salirà sul palco per leggere pagine di Yosef Hayyim Brenner, Shmuel.Y. Agnon, Binyamin Tammuz, la cui figure saranno introdotte da Ida Zatelli, ordinario di lingua e letteratura ebraica nell'Università di Firenze. Il percorso di letture affronta i temi caratteristici del periodo del risorgimento nazionale di Israele: il rapporto tra la diaspora e la terra dei Padri, il socialismo dei pionieri e l'etica del lavoro, la ricerca di un'identità israeliana nel confronto con il mondo arabo. La figura centrale per la formazione di questa nuova letteratura, tra il 1910-1920, è Shmuel Yosef Agnon. Agnon (1888-1970), Nobel per la Letteratura nel 1966, è ancora largamente sconosciuto al pubblico italiano. Solo di recente le sue opere per l'uso particolare della lingua, sono state tradotte.

La seconda serata, lunedì 30 luglio, ospiterà il concerto di musica jazz Jewish Experience di Gabriele Coen e il quartetto Atlante sonoro. La formazione artistica, tipica del jazz contemporaneo (il quartetto sax, piano, contrabbasso e batteria), si propone come volano di un viaggio musicale in cui reinterpreta in chiave jazzistica il repertorio popolare ebraico sia attraverso composizioni originali sia brani klezmer e sefarditi (ebraico-spagnoli). Gabriele Coen è sax soprano, tenore e clarinetto, Pietro Lussu al pianoforte, Marco Loddo al contrabbasso, Luca Caponi alla batteria e percussioni etniche.

Nella terza serata, martedì 31 luglio, la voce calda di Ugo Pagliai legge i brani scelti dai romanzi di Abraham B. Yehoshua, Amos Oz, David Grossman. Il tema è Tra Gerusalemme e Tel Aviv: una nuova identità: la formazione del "nuovo ebreo", legata alle vicende storiche del nascente Stato di Israele dalla fine del protettorato britannico al 1948, si intreccia alle storie famigliari, alla vita nei kibbutzim, alla solitudine e l'emarginazione e al sorgere di una rinnovata identità, sempre all'ombra di Gerusalemme. Gli autori e le opere saranno tratteggiati da Anna Lissa, docente di lingua e letteratura ebraica nell'Università di Trieste.

Per la serata conclusiva, mercoledì 1 agosto, il tema è Tempo giovane: la nuova generazione di scrittori. Attraverso le letture affidate a Ivano Marescotti emergeranno il giovane scrittore Etgar Keret, nuovo cittadino israeliano con la sua prosa di matrice "urbana", la scrittura post-moderna, ironica, priva di messaggi ideologici; la narrativa poetica di Zeruya Shalev, che si riallaccia alle fonti ebraiche, l'espressione del trauma dei figli dei sopravvissuti alla Shoah di Nava Semel. Gli autori della serata saranno presentati da Gabriella Steindler Moscati, ordinario di lingua e letteratura ebraica moderna e contemporanea nell'Università di Napoli "L'Orientale".

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito