Conferenze

giovedì 14 febbraio, ore 17.00

Il rapporto fra antisemitismo e totalitarismo nel pensiero di Hannah Arendt

Conferenza di Barnaba Maj, docente di Filosofia della storia nell'Università di Bologna
In collaborazione con l'Università Primo Levi di Bologna

Trattando dei rapporti fra psicanalisi e storia sotto il profilo delle differenti modalità di diffusione del pensiero freudiano, Michel de Certeau ha fatto notare che il gruppo di emigrati tedeschi in America poi noto come "Scuola di Francoforte" era portatore di un doppio trauma: l'irreversibile sconfitta del movimento rivoluzionario e l'avvento al potere di Hitler in Germania. Questo schema ha avuto una profonda influenza. Partendo da differenti posizioni, negli anni quaranta Hannah Arendt intervenne più volte su riviste ebraiche americane a proposito di una risposta militante e "militare" alla guerra antisemita (Judenkrieg) scatenata dal nazismo. Dalla riflessione storico-politica di quegli anni nacque The Origin of Totalitarism (1948). Lo schema cambia completamente: per la prima volta l'antisemitismo politico è posto al centro del conflitto della modernità e considerato premessa "logico-storica" del totalitarismo come esito di tale conflitto. Anche per questa ragione, si è trattato di una svolta epocale nella storia della filosofia della politica

giovedì 13 marzo, ore 17.30

Le figure femminili nella letteratura israeliana

Conferenza di Stefano Benassi, direttore del Comitato Tecnico-Scientifico dell'Università Primo Levi di Bologna e docente di Sociologia dell'arte nell'Università di Bologna

In collaborazione con l'Università Primo Levi di Bologna

Molte delle figure femminili che compaiono come protagoniste o emergono dallo sfondo narrativo dei racconti e dei romanzi della letteratura israeliana contemporanea rivelano tratti che si riallacciano profondamente alle immagini bibliche. Meir Shalev, uno dei maggiori esponenti della letteratura israeliana, ci ricorda la potenza evocativa che il nome ha nella tradizione ebraica. I nomi delle donne che animano la narrativa israeliana degli ultimi decenni racchiudono il senso di una tradizione culturale che è vissuta nelle regione europee, ma ha conservato le proprie caratteristiche originali. Non si è però mostrata impermeabile alle tradizioni locali dei diversi paesi in cui le comunità ebraiche si sono trovate a vivere, ma, anzi, ne ha assorbito usi e costumi, dando luogo, anche per quanto riguarda il ruolo della donna, ad una costante risignificazione simbolica.
Differenti perciò sono i tratti che le figure femminili assumono nel corso delle diverse fasi di consolidamento della presenza delle comunità ebraiche in Palestina e nella successiva costruzione dello Stato di Israele.

mercoledì 19 marzo, ore 17.00

Racconti di una sopravvissuta alla strage dell'Hotel Meina (settembre 1943)
Testimonianza di Becky Behar

La verità storica sul primo eccidio di ebrei in Italia, nel settembre 1943 a Meina sul lago Maggiore è rievocata nel libro La strage dimenticata (Interlibri, 2003) con la testimonianza dell’unica superstite Becky Behar, figlia di Alberto Behar, proprietario dell’Hotel Meina, sopravvissuta. La signora Behar sarà presente al MEB per evocare i ricordi dell'eccidio.

Nel settembre '43 la divisione corazzata Leibstandarte-SS Adolf Hitler, guardia del corpo di Hitler, proveniente dal fronte russo, con compiti militari, polizieschi e politici, ebbe l'ordine di stabilirsi sul lago per proteggere l'accesso alla frontiera Svizzera e per impedire la fuga di soldati italiani. Il comando venne alloggiato all'Hotel Beaurivage di Baveno. Tra il 15 settembre e l'11 ottobre, soldati del primo battaglione assassinarono 54 ebrei, 16 dei quali a Meina, ottenendo i nominativi con la collaborazione degli uffici comunali.
A metà degli anni sessanta fu celebrato in Germania il processo contro i responsabili, tre dei quali vennero condannati all’ergastolo. Ma nel 1970 la corte suprema di Berlino dichiarò nulla la sentenza, trattandosi di reati caduti in prescrizione.

domenica 30 marzo, ore 16.00

Per la X settimana della cultura
Mauro Perani, Università di Bologna
L'intrigante vicenda di un ebreo bolognese del XVI secolo.
L'epitaffio incompiuto di Avraham Antunes da Troncoso nel Museo Ebraico di Bologna

Dall’attento esame di un epitaffio incompiuto e in una parte volutamente cancellato, inciso in caratteri ebraici su un cippo funerario, emerge l’affascinante vicenda che ha portato all’identificazione del “candidato defunto”, ossia di un personaggio ebreo che, attorno alla metà del sec. XVI, commissionò a Bologna anticipatamente la propria lapide funeraria la quale, tuttavia, non segnò mai la sua sepoltura. Come mai l’epitaffio fatto preparare da Avraham Antunes da Troncoso non è mai stato completato aggiungendo nello spazio lasciato giorno, mese e anno della sua morte? Perché è stato scalpellato via il cognome come chiara forma di damnatio memoriae? Questi ed altri interrogativi creano una intrigante serie di questioni e di ipotesi che ci riportano alla vita quotidiana degli ebrei di Bologna nel Cinquecento e ancora più indietro alle vicende dei sefarditi immigrati in questa città, delle espulsioni e dei cripto-ebrei.

Scarica la relazione del Prof. Perani
(File in formato PDF)

giovedì 10 aprile, ore 17.30

Emancipazione ebraica e formazione della psicanalisi

Conferenza di Valerio Marchetti, docente di Storia della Shoah nell'Università di Bologna
In collaborazione con l'Associazione Culturale Italia-Austria di Bologna

L'università ebraica di Gerusalemme ha istituito la cattedra di psicanalisi nel 1977 e già l'anno successivo si tenne in Israele un congresso. Anna Freud inviò agliintervenuti un messaggio in cui dichiarava che la psicanalisi era una "scienza ebraica" e la sua "invenzione" era un titolo d'onore per l'ebraismo.
Sulla base dei numerose ricerche consacrate alla relazione tra ebraismo e psicanalisi, specie nella fase iniziale (da Vienna a Berlino, da Vienna a Budapest), Valerio Marchetti riprende il problema studiando gli effetti prodotti sulla "mente" ebraica dall'improvvisa irruzione nella modernità.

giovedì 17 aprile, ore 17.30

Il Sionismo da Basilea a Tel Aviv

Conferenza di Roberto Finzi, docente di Storia economica nell'Università di Bologna

Theodor Herzl è il padre del sionismo politico (da Sion uno dei nomi biblici di Gerusalemme) che alla fine dell'800, sulla scia di nuove ondate antisemite, si proponeva di "creare una dimora legalmente garantita per il popolo ebraico in Palestina".
Il sionismo nasce dal culto della nazione e sviluppa soltanto in seguito l'amore per la patria. E' stato un movimento che ha spaziato nei luoghi più diversi, della geografia e dell'intelletto: dai circoli protosionisti nella Diaspora alle comunità ebraiche che in terra d'Israele sono sempre esistite, dalle elaborazioni religiose alla formidabile invenzione della "diplomazia" ebraica come lo strumento più adatto per raggiungere lo scopo di un ritorno politico.
Il sionismo non fu, infatti il lampo di genio di un personaggio, per quanto eccentrico e straordinario: fu un movimento di massa in cui tutto l'ebraismo venne chiamato in causa, in quel lungo periodo storico, in cui ci si rende conto che il futuro è garantito solo a condizione di prendere in mano il proprio destino, senza più lasciare che sia affidato ad altri.
Da quest'esigenza matura un intenso lavorio intellettuale e politico. Matura una vera e propria società: lo Yishuv. La comunità ebraica in terra d'Israele, cioè, prima che fosse pronunciata la dichiarazione d'indipendenza: un "prima" lungo millenni, a dispetto di quanto spesso si creda.


Già passate

Tobia Ravà
Elementi dialettici del calcolo trascendentale
domenica 23 settembre
16.00

In occasione di Arte Libro 2007, il Museo Ebraico di Bologna ospita una conferenza dell'artista Tobia Ravà.
Tobia Ravà, artista di origine ebraica conosciuto e stimato sia a livello nazionale sia internazionale, dopo aver sperimentato molti percorsi creativi inerenti al rapporto arte e scienza, dal 1998 ha avviato una ricerca legata alle correnti mistiche dell’ebraismo: dalla kabbalah al chassidismo, proponendo un nuovo approccio simbolico attraverso le infinite possibilità combinatorie dei numeri. La logica letterale e matematica, che sottende le opere di Ravà, è intesa come codice genetico e raccoglie elementi sia filosofici sia linguistici che vanno a costituire una sorta di magma pittorico fatto di lettere e numeri, che si cristallizzano sulla superficie “grandangolata” di vedute di canali e boschi. La mostra personale dell’artista, inaugurata il 2 settembre per l’VIII Giornata Europea della Cultura Ebraica, sarà aperta fino al 4 novembre 2007.


Saverio Campanini
L’alfabeto ebraico tra emblemi e geroglifici
domenica 30 settembre
16.00

In occasione delle Giornate europee del patrimonio, 29 e 30 settembre 2007, il Museo Ebraico ospita una conferenza del professor Saverio Campanini, Università di Bologna.
Achille Bocchi fu illustre letterato dello Studio bolognese. Tra il 1545 e il 1565 si fece costruire un palazzo nell’attuale via Goito, su progetto di Jacopo Barozzi detto il Vignola e di Sebastiano Serlio. Sullo zoccolo dell’edificio, esempio unico in Europa, fu apposta una iscrizione in ebraico, che significa: “O Signore preservami dalle labbra menzognere e dal linguaggio ingannatore” (Salmo 120,2), accanto a quella in latino “Sarai re, dicono, se agirai rettamente”.


Emilio Campos intervista Eugenio Riccòmini
In giro per l'Europa con la chippah in tasca
domenica 11 novembre
16.00

In occasione della Giornata "Provincia Territorio di Cultura. Biblitoeche Musei Archivi a porte aperte"

Eugenio Riccomini, noto storico dell'arte e raffinato divulgatore bolognese, racconterà le sue esperienze e vicende a contatto con l'identità ebraica in giro per l'Europa.
E' nota la sua lunga esperienza di professore universitario e di divulgatore che lo ha portato a curare mostre e pubblicazioni di assoluto valore e a far conoscere l'arte a un vasto pubblico cittadino in conferenze e poi in giro in tutto il mondo. In questi viaggi di cultura e di approfondimento, Eugenio Riccomini ha l'abitudine di tenere in tasca, all'uso degli ebrei, una chippah che gli serve per entrare nelle sinagoghe che visita durante i suoi viaggi. Il professor Riccomini, da sempre vicino ai valori della libertà e della democrazia, non poteva non sentire una particolare attenzione verso quella che da sempre in Italia è stata considerata la più antica minoranza religiosa presente fin dall'antichità.
Riccomini parlerà delle sue impressioni vissute in un recente viaggio nell'Europa dell'Est e in Marocco entrando in sinagoghe e cimiteri ebraici e interloquendo con vari ebrei del luogo che lì vi trovava.