
La conversazione cercherà di tematizzare alcune problematiche essenziali,
nonché figure di artisti dell' "arte ebraica" contemporanea dalla fine
del XIX secolo ai giorni nostri, in un percorso quindi che da Camille
Pissarro giunge fino a Marc Chagal, Amedeo Modigliani, Mark Rothko,
Jim Dine, Diane Arbus, Helmut Newton e altri. La questione risulta
complessa in quanto non è facile rispondere alla domanda che sottende
il tema affrontato "è sufficiente essere ebreo e artista per essere
un "artista ebreo", soprattutto quando non si faccia ricorso a soggetti
o a tematiche specialmente ebraiche?"
Franco Bonilauri direttore del Museo Ebraico di Bologna, è storico dell'arte
e della fotografia specializzato in arte ebraica, tema sul quale ha pubblicato
diversi studi e ricerche. Già docente a contratto nell'Università di Parma.
Alfredo De Paz è docente di Metodologia della critica d'arte e di Sociologia
dell'arte nell'Università di Bologna. Ha scritto saggi e libri teorici e storici
sull'arte dell'Ottocento e del Novecento. Da vari anni è impegnato,
con passione analitica, a interpretare l'arte e la cultura del romanticismo
europeo in una prospettiva di proiezione contemporanea e postmoderna.
Storie di donne, diverse per estrazione e per cultura, ma tutte appartenenti
ad una radice ebraica comune. Depositaria e trasmettitrice del patrimonio
identitario ebraico, la donna ebrea è stata un elemento dialettico tra
appartenenza alla cultura di una minoranza e assimilazione alla cultura
della maggioranza. Donne della borghesia e popolane dei quartieri ebraici,
donne impegnate nella famiglia, ma anche nel campo della cultura e dell'educazione,
dell'impegno sociale e della militanza politica, dell'associazionismo (ebraico e non)
e dell'emancipazionismo femminile, delle professioni e del mondo del lavoro in generale.
Donne vittime della persecuzione nazista e fascista.
Luisella Mortara Ottolenghi, studiosa e ricercatrice, è stata docente di
Codicologia e Storia della miniatura. E' Presidente onoraria della Fondazione CEDEC di Milano, che sotto la sua guida è diventato un importante osservatorio
sull'ostilità antiebraica e sul pregiudizio sociale in generale.
La città di Praga è lo sfondo, non apertamente dichiarato ma riconoscibile,
su cui si muovono le gesta degli antieroi kafkiani. In tutta l'opera dello scrittore
- romanzi, racconti, diari - Praga è data in finissime particelle:
non è solo la radice da cui Kafka ha attinto la sua formazione culturale e letteraria,
ma qualcosa di più di un luogo geografico o in cui si abita. Teatro della dimensione
dell'assurdo e spazio metafisico, Praga diventa, via via, la scena del delitto senza colpa, della legge data dall'esterno, dell'attesa senza fine.
Alberto Bertoni è docente di Letteratura italiana contemporanea nell'Università
di Bologna. Sul piano critico, oltre a numerosi saggi di argomento novecentesco,
tra cui il contributo sulla letteratura emiliano-romagnola per la Letteratura
italiana Einaudi, ha pubblicato numerosi volumi, come pure sul versante poetico.
Per Book Editore dirige la collana di poesia contemporanea "Fuoricasa".
Franco Bonilauri direttore del Museo Ebraico di Bologna, è storico dell'arte
e della fotografia specializzato in arte ebraica, tema sul quale ha pubblicato
diversi studi e ricerche. Già docente a contratto nell'Università di Parma.
Dopo aver analizzato le principali teorie di Freud sull'arte e la letteratura,
sia alla luce della specificità delle problematiche relative all'origine
della psicoanalisi, sia in relazione alla sua personalità e alla sua formazione
culturale, si cercherà di cogliere l'attualità del pensiero freudiano nell'ambito
dell'estetica e della critica letteraria e artistica.
Stefano Benassi è il direttore del Comitato Tecnico Scientifico dell'Università
Primo Levi e insegna Sociologia dell'arte e della letteratura
nell'Università di Bologna.
Stefano Ferrari insegna Psicologia dell'Arte
nell'Università di Bologna e nella Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali
nella sede di Ravenna.
Molto spesso Freud cammina lungo una linea di confine e riconosce nei testi
letterari i più significativi antecedenti della sua teoria. In questo caso
si osserverà, a prospettiva invertita, la psicoanalisi come un prodotto
paraletterario, senza disconoscerne la natura specifica e insistendo
sulla scrittura dei casi clinici che costituisce, per Freud,
il più arduo e il più affascinante dei banchi di prova.
L'attore Massimo Scensa leggerà alcune lettere di Freud ai famigliari.
Mario Lavagetto, parmigiano, ha insegnato Teoria della letteratura
nell'Università di Bologna. È tra i maggiori studiosi dei rapporti
tra psicoanalisi e letteratura. Adopera infatti la psicoanalisi
come metodo per indagare e smascherare il funzionamento dei testi letterari.
Nel 1997 ha vinto il premio Natalino Sapegno e il premio Cesare Musatti.