Conferenze

giovedì 1 febbraio, ore 17.00
Mario Finzi. Straniero in patria

Conferenza di Renato Peri, biografo di Mario Finzi

Un diploma di pianoforte, una laurea, un paio di amori incompiuti: il resto, fra il 1913 e il 1945, routine-studio, ufficio, ferie, corrispondenza con amici. Non molto, si direbbe, della vita di Mario Finzi. E invece il racconto di quella vita così uniforme è straordinariamente avventuroso e vario, o, almeno, straordinariamente affascinante. Certo perché quella vita si svolse in un periodo storico particolarmente denso di storia: la Prima Guerra Mondiale e la ben più terribile Seconda, e, fra l'una e l'altra, il Ventennio. Ma certo anche, e principalmente, perché la vita interiore di Mario Finzi fu tanto intensa e gloriosa da renderlo consapevole di ogni atto della sua routine, da spingerlo all'amicizia con le figure più significative della Bologna del suo tempo, da elevare ogni incontro al rango di evento valido per l'eternità. Il suo impegno di viver bene, al quale Mario Finzi era arrivato nel colmo della giovinezza, lo rivolse infine spontaneamente a dedicare ogni sua risorsa, negli anni tragici dello sterminio nazifascista degli ebrei, alla salvezza dei perseguitati; benché in una tale attività egli sapesse di mettere a repentaglio la propria vita: che infatti egli concluse, a meno di 32 anni, nell'inferno di Auschwitz.

giovedì 22 febbraio, ore 17.00
L'arca di Noè: entrare e uscire dalla parola

Conferenza di Haim Baharier, studioso di ermeneutica biblica e di pensiero ebraico

Con la Creazione, secondo la Bibbia, secondo la tradizione ebraica, nacque il linguaggio. Creazione del linguaggio, attraverso il linguaggio della Creazione. Poi vi fu una deriva, un dolo subdolo, reiterato. Tutta la Creazione vacillò. Il diluvio universale. Forse come oggi: molti vedono il nostro mondo, il nostro ecosistema e la nostra esistenza all'interno, giunti ad un baratro. Haim Baharier si confronta con le Scritture fondanti della cultura occidentale. Si può per fede aderirvi o meno, ma rimane una certezza: un popolo e un pensiero viventi si sono misurati con un testo e le sue successive interpretazioni per più di trentacinque secoli. E continuano a farlo. Precarietà, discontinuità, etica, morale, trasmissione ai figli e alle generazioni future. Come dal testo biblico emergono nodi e problemi cruciali che dilaniano ancora oggi la società degli uomini, del vivente, così dalla tradizione di questo confronto tra pensiero e testo affiorano percorsi strutturali e strutturanti, evidenze cognitive, strumenti che suggeriscono la strada dell'applicabilità.

martedì 27 febbraio, ore 17.30
Hannah Arendt: l'ebraismo, la politica, la Shoah

Nella ricorrenza del centenario della nascita della scrittrice
Conferenza di Carlo Galli, docente di Storia delle dottrine politiche nell'Università di Bologna, e Valerio Marchetti, docente di Storia della Shoah nell'Università di Bologna
In collaborazione con l'Istituto di Cultura Germanica di Bologna

Per il centenario della nascita il Museo Ebraico di Bologna propone una riflessione sul ruolo che la Shoah ha avuto nel pensiero di una delle più importanti intellettuali del Novecento, Hanna Arendt, nelle fasi della collaborazione alle riviste militanti degli emigrati tedeschi negli Stati Uniti, della preparazione del libro Le origini del totalitarismo, delle corrispondenze da Gerusalemme per seguire il processo di Eichmann.

giovedì 1 marzo, ore 17.30
Will Eisner, ricerca stilistica e identità ebraica di un narratore per immagini

Conferenza di Andrea Plazzi, traduttore delle edizioni italiane delle opere di Eisner.
In collaborazione con la Comunità Ebraica di Bologna

William Erwin ("Will") Eisner nasce a Brooklyn il 6 marzo del 1917, da una famiglia dalle doppie origini ebraiche. Il padre è un pittore austriaco, la madre è una donna priva di educazione scolastica, ma dotata di grande senso pratico, che trasmetterà al figlio insieme a un forte senso della famiglia e delle tradizioni. Nel 1940 Will Eisner crea The Spirit, che diventerà il suo personaggio più conosciuto. Nel 1972 liquida tutte le sue attività e inizia una nuova fase artistica, segnata dal ritorno alle radici e dalla scoperta della memoria come strumento di indagine personale. Già in Contratto con Dio il vero protagonista insieme a Frimme Hersh, un rispettato membro della comunità ebraica del Bronx degli anni Trenta, è il milieu ebraico di quegli anni e il classico tema del rapporto dell'uomo con la divinità.

giovedì 8 marzo, ore 17.30
Il "monopolio dell'uomo": il femminismo di Anna Kuliscioff

Conferenza di Anna Foa, docente di Storia Moderna nell'Università di Roma "La Sapienza"

Anna Kuliscioff, nata nel 1853 in Crimea da una famiglia ebraica alto-borghese, fin da giovane si gettò a capofitto nella politica tanto da andare a lavorare a fianco dei contadini russi nella loro miseria. Fra processi ed espulsioni, si ritrovò in Italia impegnata sia nel partito socialista che nella sua attività di medico, e unita sentimentalmente a prima ad Andrea Costa, poi a Filippo Turati. Creò un salotto atipico, in cui si potevano incontrare sia i grandi intellettuali del tempo che altre persone di più umile estrazione. Dalla fine dell'800 divenne la portavoce dei diritti delle donne, con una convinzione tale da affrontare con serenità il carcere e gli screzi con lo stesso Turati, non abbastanza impegnato a suo parere in questa rivendicazione. Fonda e dirige una rivista, "La difesa delle lavoratrici", che pubblica gli articoli delle migliori scrittrici del periodo. Non vide l'affermazione dei suoi ideali, e anzi assistette al loro profondo declino in epoca fascista; eppure la sua notorietà nella sinistra radicale rimase davvero notevole.

giovedì 29 marzo, ore 17.30
Tempo e storia in Walter Benjamin

Conferenza di Stefano Benassi, direttore del Comitato Tecnico Scientifico dell'Università Primo Levi di Bologna e docente di Sociologia dell'Arte nell' Università di Bologna
In collaborazione con l'Università Primo Levi di Bologna

L'Angelo di Paul Klee, che Benjamin ricorda nelle Tesi sulla filosofia della storia, si volge indietro a guardare le rovine della storia: un Tempo teso tra l'Eternità e il Nulla, l'istante che definisce l'Esserci, il qui ed ora del presente, sempre sospinto verso il futuro e ancora imprigionato nel passato. La verità si radica così nel Nulla dell'Esserci e si proietta nell'apparenza delle cose, l'unica immagine dell'Eternità che l'uomo può fermare nelle sue potenzialità di trascrizione simbolica. Muovendo dalle radici ebraiche della cultura tedesca, Walter Benjamin disegna così, sulla soglia del secondo grande conflitto mondiale, il progetto del presente, delineandone la tensione drammatica e le difficoltà a progettare il futuro.

giovedì 19 aprile, ore 21.00
"Fuga senza fine": l'Austria di Joseph Roth tra storia, letteratura e reportage.

Conferenza di Barnaba Maj, docente di Filosofia della storia nell'Università di Bologna
Letture dei brani a cura di Massimo Sceusa
In collaborazione con l'Associazione Italia-Austria di Bologna

E' indiscusso il valore dell'appartenenza ebraica che caratterizza la vita e le opere di Joseph Roth, ebreo galiziano e reduce dal primo conflitto mondiale, nato il 2 settembre 1894 a Brody e morto a Parigi il 27 maggio 1939. Motivo centrale dell'opera narrativa e saggistica di Roth è la tragica vicenda degli ebrei dell'Europa centrale, costretti dal crollo della monarchia austro-ungarica a emigrare verso l'occidente europeo e gli Stati Uniti. Un'emigrazione che rinnova l'antica diaspora: un venerando patrimonio religioso e culturale, sintetizzato soprattutto dal chassidismo, viene per sempre disperso, mentre i superstiti devono subire la contaminazione della civiltà tecnologica occidentale, edonistica e atea.

giovedì 26 aprile, ore 17.30
Janusz Korczak, pedagogista

Conferenza di Giuliana Limiti, docente di Pedagogia comparata nell'Università di Roma Tre

Presentazione della mostra Janusz Korczak (Henryk Goldszmit) 1878 - 1942, a cura del Ghetto Fighters' House - The Janusz Korczak Association in Israel e in collaborazione con Giuliana Limiti
Nell'ambito della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna

Henryk Goldszmit nacque nel 1878 a Varsavia in una famiglia ebraica assimilata e benestante e assunse più tardi il nome d'arte di Janusz Korczak. Uomo di grandissima umanità, si appassionò alla missione di aiuto ai bambini poveri di Varsavia divenendo nel contempo scrittore. Fondamentale nel suo pensiero è il principio che il bambino ha diritto di veder trattati i suoi problemi con serietà ed equità. Scrisse Bambini di strada, Il bambino del Salon (1906), Il diritto al rispetto del bambino (1929), sviluppando teorie educative non direttive che lasciavano ampio spazio alla libera espressione dei bambini. All'arrivo dei nazisti a Varsavia assunse posizioni di rifiuto verso le imposizioni adottate contro gli ebrei polacchi. Quando la situazione del Ghetto peggiorò, si dedicò all'orfanotrofio ebraico, nella disperata ricerca di mezzi di sostentamento per gli orfani ebrei che crescevano di giorno in giorno. Benché a più riprese i suoi amici "ariani" gli avessero offerto di farlo uscire dal Ghetto e di proteggerlo, Korczak rifiutò sempre di abbandonare i suoi bambini. Il 5 agosto 1942 i nazisti circondarono l'orfanotrofio con Korczak e i suoi duecento bambini. L'anziano pedagogista e i suoi bambini trovarono la morte a Treblinka.