Serate
del Museo Ebraico
di Bologna
da martedì 5 a martedì 26 luglio
ore 21.30
Cortile dell'Archiginnasio
Piazza Santo Stefano

col patrocinio di
Provincia di Bologna
Regione Emilia-Romagna
Ambasciata di Israele


“TUTTO IL LATTE E IL MIELE”
festival di poesia israeliana

a cura di
Franco Bonilauri, direttore del Museo Ebraico di Bologna
Vincenza Maugeri, curatore scientifico del Museo Ebraico di Bologna
in collaborazione con
Ida Zatelli, Professore ordinario di Lingua e Letteratura Ebraica, Università di Firenze
Maria Patrizia Sciumbata, ebraista, per la scelta dei testi, Firenze
organizzazione generale e ufficio stampa
Monica Carpino, Museo Ebraico di Bologna


Letture di Piera Degli Esposti, Arnoldo Foà, Ugo Pagliai, Ottavia Piccolo

Accompagnamento musicale di Gabriele Coen

Programma        Gli autori        Gli interpreti

Per la prima volta in Italia, grandissimi attori - Piera Degli Esposti, Arnoldo Foà, Ugo Pagliai, Ottavia Piccolo – daranno voce ai versi di poeti israeliani sullo sfondo delle note jazz del musicista e compositore di fama internazionale Gabriele Coen, che accompagnerà tutti gli appuntamenti con improvvisazioni e momenti musicali di altissimo livello. Non mancheranno letture di poesie in lingua ebraica, “a fronte” di quelle in lingua italiana.

Alcuni dei luoghi tra i più suggestivi di Bologna, Piazza Santo Stefano e il cortile dell’Archiginnasio, faranno da cornice a “TUTTO IL LATTE E IL MIELE”, festival di poesia israeliana organizzato dal Museo Ebraico di Bologna nell’ambito degli eventi estivi del Comune di Bologna –  bolognaestate05, allo scopo di presentare e far conoscere al grande pubblico i poeti più rappresentativi del panorama letterario israeliano e le loro opere in ebraico.
 bolognaestate05 è una manifestazione curata e organizzata dal Settore Cultura e Rapporti con l’Università del Comune di Bologna, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

La poesia israeliana in lingua ebraica si presenta come una polifonia che comprende diverse generazioni, e come sintesi di un interessante intreccio di esperienze e stili derivati dalle variegate culture che animano Israele, dove l’incontro tra Oriente e Occidente, tra passato e presente, ha creato un terreno fertile in cui il melting pot ha dato luogo a una sintesi culturale pronta per entrare nella fase più affascinante della sua evoluzione. Fin dalla sua nascita nel 1948, generazioni di poeti si sono succedute nello Stato di Israele, portando con sé le esperienze dei principali movimenti letterari e dei maggiori poeti che animavano l’Europa.
Uno degli aspetti più interessanti è senz’altro il ruolo da protagonista che la poesia ha avuto – e mantiene ancora oggi – nel contribuire al rinnovamento, unico caso nella storia dell’occidente, di una lingua che si è mantenuta viva nel corso dei secoli come è l’ebraico: i poeti di origine ebraica arrivati nel nuovo Stato di Israele hanno messo tutta la loro forza nel dare nuova vita alla lingua ebraica, introducendo nei loro versi i ritmi del parlare quotidiano, facendo rivivere vecchie parole e nel contempo coniandole di nuove, dando a questa antica lingua una nuova ricchezza e una freschezza rinnovata.
Per esempio Natan Zach - appartenente alla generazione degli anni ’50 insieme con, tra gli altri, Yehuda Amichai e Dan Pagis - estrapola dall’ebraico parlato quotidianamente le qualità innovatrici che infondono ai suoi versi il senso di liturgia e musicalità, mentre la dizione prosaica, dialettale e diretta di Meir Wieseltier - figura centrale del movimento letterario di "erosione" del passato insieme con, tra gli altri, Yona Wallach e Chaim Guri - ripudia qualunque romanticismo e Yona Wallach utilizza motivi archetipi, ma con toni colloquiali e sarcastici. La poesia delle generazioni più recenti, tra cui spicca Leah Aini, è dominata da individualismo e perplessità, e tende a composizioni brevi scritte con linguaggio colloquiale, non rimate e dal ritmo libero.

Il festival di poesia israeliana “TUTTO IL LATTE E IL MIELE” offrirà una panoramica della poesia israeliana nelle varie generazioni che si sono succedute tra il periodo mandatario e quello attuale. Ogni generazione esprime le speranze o le disillusioni del suo tempo, ponendosi spesso in contrasto con la precedente, rivisitando con infinite prospettive e bagliori intuitivi, nei suoni associativi della lingua ebraica, tematiche bibliche e religiose, nazionali e patriottiche, amorose ed erotiche, elegiache e tragiche. Il quotidiano che a partire dalla "generazione dello Stato" diventa cifra poetica, universalizza la tradizione ebraica, condensandola in un dettaglio minimo che la illumina di luce nuova.

Ogni serata riunirà autori diversi, messi a confronto sotto specifiche tematiche: Tra Gerusalemme e Tel Aviv, ovvero tra sacro e profano, tradizione e modernità, passato e presente, attraverso due riviste di poesia, Siman Qri'à (Punto esclamativo) e Liqràt (Verso, in direzione di), a loro volta fulcro di due circoli poetici, con letture tratte dalle opere di Yehuda Amichai, Natan Zach, Dan Pagis, Chaim Guri, Meir Wieseltier; la poesia femminile nelle varie generazioni, cominciando da Rachel, proseguendo con Lea Goldberg, e poi Zelda, Yona Wallach, Amira Hess, Dalia Ravikovitch, Elisheva, Esther Raab, Yochevet Bat-Miriam, Leah Aini; di generazione in generazione, in particolare il confronto tra i modernisti del periodo mandatario, Abraham Shlonsky, Natan Alterman, Rachel (che esprimono in vario modo l'ottimismo di una nazione in fieri) e alcuni poeti contemporanei come Israel Bar Kohav e Gabriela Avigur-Rotem (di cui saranno presentate due poesie ancora inedite in italiano); la poesia d'amore nell’opera di Yehuda Amichai, Natan Zach, Meir Wieseltier.

Arricchirà il festival il concerto di musica jazz del quartetto Gabriele Coen Atlante sonoro, la formazione più tipica del jazz contemporaneo (il quartetto sax, piano, contrabbasso e batteria) come volano di un viaggio nella musica etnica, alla ricerca di contaminazioni che partendo dalle sonorità ebraiche ashkenazite, klezmer e sefardite, approda al jazz, a una fusione di straordinaria intensità e riuscita. Oltre a Gabriele Coen al sax soprano e clarinetto, suonano Pietro Lussu al pianoforte, Marco Loddo al contrabbasso, Luca Caponi alla batteria e percussioni etniche.

La stampa è pregata cortesemente di rivolgersi a:

Ufficio stampa Museo Ebraico di Bologna
Monica Carpino 051.6569003 e.mail: ufficiostampa@museoebraicobo.it
Ufficio stampa di bè bolognaestate05
Pepita Promoters s.n.c tel. 051.2919805 e.mail: info@pepitapromoters.com

Programma

martedì 5 luglio
Cortile dell'Archiginnasio, ore 21.30

TRA GERUSALEMME E TEL AVIV
Ottavia Piccolo legge i poeti Chaim Guri, Dan Pagis, Yehuda Amichai, Natan Zach, Meir Wieseltier
introduce: Alberto Bertoni, Università di Bologna
accompagnamento musicale: Gabriele Coen, sax, clarinetto

martedì 12 luglio
Piazza Santo Stefano, ore 21.30

LA POESIA FEMMINILE
Piera Degli Esposti legge le poetesse Rachel, Lea Goldberg, Zelda, Yona Wallach, Amira Hess, Dalia Ravikovitch, Elisheva, Esther Raab, Yochevet Bat-Miriam, Leah Aini
introduce: Gabriella Steindler Moscati, Università “L’Orientale” di Napoli
accompagnamento musicale: Gabriele Coen, sax, clarinetto

sabato 16 luglio
Cortile dell'Archiginnasio, ore 21.30

CONCERTO DI MUSICA JAZZ col quartetto ATLANTE SONORO
Gabriele Coen, sax soprano e clarinetto
Pietro Lussu, pianoforte
Marco Loddo, contrabbasso
Luca Caponi, batteria e percussioni etniche

martedì 19 luglio
Piazza Santo Stefano, ore 21.30

DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE
Arnoldo Foà legge i poeti Abraham Shlonsky, Natan Alterman, Rachel, Uri Zvi Grinberg, Amira Hess, Israel Bar Kohav e Gabriela Avigur-Rotem
introduce: Ida Zatelli, Università di Firenze
accompagnamento musicale: Gabriele Coen, sax, clarinetto

martedì 26 luglio
Piazza Santo Stefano, ore 21.30

LA POESIA D'AMORE
Ugo Pagliai legge i poeti
Rachel, Lea Goldberg, Yehuda Amichai, Natan Zach, Meir Wieseltier
introduce: Alberto Bertoni, Università di Bologna

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito


Gli autori

Leah Aini: nata nel 1962 a Tel Aviv, ha pubblicato le sue prime poesie nel 1986. Leah Aini scrive sia per adulti sia per bambini, ed è anche critico letterario e saggista. Insegna scrittura creativa e ha ricevuto diversi premi internazionali, tra cui il Wertheim Prize (1988), l’Adler Prize (1988), il Tel Aviv Foundation Award (1994) e due volte il Prime Minister`s Price (1994 e 2004).

Natan Alterman: nato a Varsavia nel 1910, giunge in Palestina nel 1924. Appartenente alla scuola modernista di Shlonsky, si porrà come coscienza della nazione e sua guida morale. Il suo primo volume di poesie, Stelle di fuori, esce nel 1938. Poeta impegnato, virile e ottimista, dal verso flessibile e musicale, nelle successive raccolte (La gioia dei poveri, 1941, Canti sulle piaghe d'Egitto, 1944, La città peccatrice, 1957) fa da contrappunto agli avvenimenti del tempo. Il quotidiano Davar ospita una serie di poemi politici, poi raccolti nella La settima colonna. È stato anche traduttore e ha scritto anche per il teatro. Muore nel 1970.

Yehuda AmichaiYehuda Amichai: nato a Wurzburg nel 1924 e morto a Gerusalemme nel 2000, è stato uno dei primi poeti contemporanei a scrivere in ebraico, utilizzando, nelle sue poesie, la lingua della Bibbia e dei libri di preghiere, in una forma moderna, incorporandola e rinnovandola nel linguaggio della vita di tutti i giorni, talvolta crudo, talvolta aulico. Amichai è noto e apprezzato in tutto il mondo, le sue poesie sono state tradotte in trentasette lingue, compreso il cinese e il giapponese. La sua poesia è ricca di allusioni e riferimenti legati all'antico mondo ebraico, ma le cui immagini sono comprensibili e riconoscibili da un pubblico universale. In italiano sono pubblicate le raccolte Ogni uomo nasce poeta (Roma, ed. Di Renzo, 2000) e Poesie (Milano, Crocetti Editore, 1996).

Gabriela Avigur-Rotem: nata a Buenos Aires nel 1946, arriva in Israele con la famiglia quattro anni dopo. Studia letteratura ebraica e inglese all'Università di Tel Aviv, dove ottiene l'abilitazione per l'insegnamento nei licei, professione che ha esercitato per molti anni. È attualmente editor per la casa editrice dell'Università di Haifa. Inizia a comporre poesie in età molto giovane e nel 1980 pubblica la raccolta Dolcinea. Del 1990 è il secondo volume di poesie, Mura ed imperatori, che ottiene un premio letterario. Contemporaneamente si dedica alla stesura del romanzo Mozart non era ebreo, che uscirà nel 1992. Nel 2001 esce il secondo romanzo, Se l'amore è un sole infuocato: per entrambi i libri (che sono stati tradotti in italiano) ha ricevuto il premio per la letteratura conferito dal Primo Ministro. Nel 2002 ha anche ricevuto il premio presidenziale per la letteratura. Il secondo romanzo è diventato in Israele un best-seller. Le poesie qui presentate, tradotte da M. Patrizia Sciumbata, sono entrambe inedite in italiano.

Israel Bar Kohav: poeta e psicologo, ha al suo attivo sette libri di poesia. Tiene corsi su 'Sogno e immaginazione nell'arte e nella psicologia' presso l'Università ebraica di Gerusalemme e dirige il seminario 'Tra poesia e psicologia’ (secondo la corrente della Gestalt cui appartiene) presso L'Università di Beer Sheva. Ha insegnato scrittura creativa oltre che in Israele, a Londra, Oxford e Stoccolma. È vincitore del premio conferito dal Primo Ministro e di vari altri premi.

Alexander Blok. Tra le sue collezioni: Dolore (1924), Nella ruota del mondo (1927), Pietre caotiche (1933), Canti della catastrofe e della riconciliazione (1938), Sulla pienezza (1947).

Chaim Guri è nato a Tel Aviv nel 1923. Ha partecipato al salvataggio degli ebrei scampati ai lager nazisti e alla Guerra di Indipendenza. Pubblicista e traduttore, vive a Gerusalemme. Il suo primo libro di poesie, Fiori di fuoco è del 1949. Una svolta stilistica si ha nel 1960 con la raccolta La rosa dei venti, con cui si avvicina alla poetica del quotidiano di Amichai e Natan Zach. Ha scritto anche un romanzo e nel 1974 collabora alla produzione di un film documentario sulla Shoà. Ha ricevuto nel 1974 il premio Bialik e nel 1988 il premio letterario israeliano per la letteratura.

Lea GoldbergLea Goldberg: nasce nel 1911 in Lituania. Si trasferisce in Palestina nel 1935, anno in cui pubblica anche il suo primo libro di poesie. Della scuola di Shlonsky e Alterman, si caratterizza per una scrittura più pacata, schietta e melodica. I ricordi dell'infanzia, le tragedie ebraiche del tempo, le inquietudini sono le tematiche ricorrenti della sua poesia, in cui non manca mai tuttavia una nota positiva. La vena romantica, esaltata dalla sensibilità femminile è temperata dalla raffinatezza culturale e dalla curiosità per le correnti più moderne della letteratura e della poesia. Fu anche traduttrice (tra l'altro dall'italiano) e autrice di un romanzo, di un'opera drammatica, di racconti e libri per bambini.



Uri Zvi Grinberg. Nato in Galizia orientale, visse a Lvov, dove cominciò a pubblicare come rappresentante della poesia espressionista in yiddish. Emigrò in Palestina nel 1924 e successivamente compose solo in ebraico. Impegnato nella lotta armata antibritannica, propugnatore di uno stato ebraico di carattere messianico, fu successivamente membro della Knesset (dal 1949 al 1951). Pubblica nel 1937 Il libro dell'accusa e della fede e nel 1951 Le vie del fiume, in cui reagisce con foga e dolore al massacro nazista.

Amira Hess: è nata a Bagdad ed è emigrata in Israele nel 1951, all'età di otto anni. Tra le raccolte di poesia pubblicate si annoverano E la luna gocciola pazzia (1984), Due cavalli sul raggio di luce (1987) e Il divoratore di informazione (1993). Le sue tematiche poetiche spaziano dall'osservazione del vissuto quotidiano, al canto della propria infanzia e delle radici orientali e familiari, attingendo al linguaggio biblico e alle fonti spirituali della Qabbala. Nel 1990 riceve il premio israeliano per la letteratura.

Dan Pagis: nato in Bucovina nel 1930, emigrò in Israele nel 1947, dopo essere stato internato in un campo di concentramento tedesco. La sua opera si contraddistingue nella letteratura di testimonianza sulla Shoà per il mezzo espressivo poetico scelto. Ha insegnato Lingua e Letteratura Ebraica del Medio Evo e del Rinascimento presso l'Università Ebraica di Gerusalemme. È morto nel 1986.

Esther Raab: nata a Petah Tikvah, Palestina, nel 1894 e morta a Tivon, Israele, nel 1981, è la prima poetessa nata nell’odierno Israele, e una figura importante della letteratura emergente in ebraico. La sua poesia, caratterizzata da una voce forte ed idiosincratica, ricorda quella di Emily Dickinson jella sintassi frammentaria, non ortodossa, e nelle sue fonti di ispirazione: la Bibbia e la natura spogliata dalle connotazioni romantiche.

Rachel (Bluwstein): nasce in Russia nel 1890 ed emigra diciannovenne in terra di Israele nel 1909. Lavora in una colonia agricola e viene poi inviata a studiare all'estero, dove però si ammala di tubercolosi. Trascorrerà gli anni restanti della sua vita (muore nel 1931) tra Gerusalemme, Safed e Tel Aviv. E' la prima poetessa dello Stato in fieri. Come altri giovani poeti di quest'epoca esalta con fierezza e gratitudine la gioia di essere tornata nella terra degli avi per riportarla a nuova vita grazie alla lotta e alla fatica. Molte poesie sono autobiografiche, ed esprimono la sua femminilità, il desiderio di comunione con la natura, la vicinanza della morte.

Dalia Ravikovitch: nata a Ramat Gan nel 1936, dopo la morte del padre è mandata a vivere in un kibbutz. Si è laureata all'Università Ebraica di Gerusalemme, ha lavorato come giornalista e insegnante nei licei. Ha cominciato a pubblicare poesie nel 1955 e ha al suo attivo nove raccolte di liriche, oltre a racconti e libri per bambini. E' anche traduttrice dall'inglese. Ha ricevuto nel 1987 il premio Bialik e nel 1998 il premio israeliano per la letteratura.

Abraham Shlonsky, nacque in Ucraina nel 1900. Dopo un breve soggiorno in Palestina da adolescente, vi ritorna come pioniere nel 1921, lavorando come muratore e agricoltore. Giornalista e traduttore, oltre che poeta, muore nel 1973. Fondatore del modernismo israeliano, si ispirò all'opera di Ezra Pound, oltre ad essere influenzato anche dalla poesia russa moderna, specie quella del simbolista.

Yona Wallach: nata nel 1949 in un sobborgo di Tel Aviv, ha perso il padre durante la Guerra di Indipendenza. La sua poesia si caratterizza per la provocatorietà dello stile e del linguaggio, ispirando molti gruppi d'avanguardia. Muore nel 1985.

Meir WieseltierMeir Wieseltier: nato a Mosca nel 1941 è considerato uno dei più rappresentativi poeti israeliani. Approdato bambino a Tel Aviv, è stata figura centrale in un movimento letterario di "erosione" del passato. È anche un grande traduttore dall'inglese verso l'ebraico, a cui ha portato fra gli altri Shakespeare e Virginia Woolf. Le sue poesie sono state tradotte in arabo, cinese, ceco, inglese, francese, tedesco, giapponese e molte altre lingue. Come dice Elena Lowenthal: "Meir Wieseltier per primo fa poesia di Tel Aviv, città di sabbia senza storia e dell'effimero, contrapposta all'eterna, eternamente immobile Gerusalemme di pietra, riservata, quasi per tacito accordo, all'estro magico di Amichai". In italiano è pubblicata la raccolta di poesie Lontano dall’alzabandiera, San Marco dei Giustiniani, 2003.


Natan ZachNatan Zach: nato a Berlino nel 1930, è considerato uno dei maggiori esponenti di quella che è stata definita la new wave della poesia israeliana, nata intorno agli anni '50. Egli fu uno dei redattori della rivista Akhshàv (Adesso), organo ufficiale dei nuovi poeti e la sua prima raccolta Shirim Rishonim (Prime poesie) risale al 1955. È stato definito “il più chiaro e insistente portavoce del movimento modernista della poesia israeliana” ed è forse più vicino di ogni altro alla lezione dei poeti inglesi e americani. La sua poesia, infatti, è caratterizzata da uno stile nudo, ironico e colloquiale, lontano da ogni sentimentalismo e da ogni retorica. In italiano sono pubblicate le raccolte Sfavorevole agli addii (Roma, Donzelli, 1996) e Poesie (Roma, Quasar, 1993).

Zelda
Zelda (Minkovitch). Nata in Russia nel 1924, cresciuta a Gerusalemme ed educata in scuole ebraico-ortodosse, è una dei pochi artisti in generale, tanto più in quanto donna, a provenire da questo mondo. Il suo primo volume esce nel 1967. Muore nel 1984 a Gerusalemme.



Gli interpreti

Piera Degli EspostiPiera Degli Esposti: celebre attrice teatrale, Piera Degli Esposti è nata a Bologna. Ha recitato con Gigi Proietti e Antonio Calenda per la compagnia del Teatro Centouno ed è stata prima attrice dello Stabile dell'Aquila, mentre nel cinema ha esordito nel 1967, interpretando Questi fantasmi di Renato Castellani e Trio di Gianfranco Minozzi, premiato al festival di Cannes. Ha recitato per Paolo e Vittorio Taviani in Sotto il segno dello scorpione (1969), per Nanni Moretti in Sogni d'oro (1981), mentre Lina Wertmüller l'ha diretta in Scherzo del destino in agguato dietro l'angolo come un brigante da strada (1983) e poi in Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica (1996). Dopo aver lavorato per alcune produzioni televisive e radiofoniche, Piera Degli Esposti, nota anche per le sue ottime regie di opere liriche, ha interpretato nel 2001 Hotel Dajti di Carmine Fornari e L'ora di religione di Marco Bellocchio, conquistando un premio David di Donatello come migliore attrice non protagonista per il ruolo della zia Maria interpretato al fianco di Sergio Castellitto.

Arnoldo FoàArnoldo Foà: attore, regista e commediografo, è uno dei più importanti artisti italiani. Intensa e prestigiosa la sua attività teatrale. Ha portato sulle scene spettacoli di autori sia classici che contemporanei, con registi come Visconti, Strelher, Menotti, Ronconi, e con regie sue. Oltre a opere di Shakespeare, Pirandello, Aristofane, Checov, Plauto, Caldwell, O'Neill, ha rappresentato anche commedie e drammi suoi: Signori buonasera, La corda a tre capi, Il testimone e Amphitryon toujours, e debutterà tra breve con la sua nuova commedia, Oggi. Sono celebri le sue dizioni di poesia (Dante, Leopardi, Garcia Lorca, Neruda, Lucrezio, ecc.), delle quali sono state anche realizzate registrazioni su cd (negli anni '60 la Fonit Cetra ha ricevuto il Disco d'oro per aver venduto più di un milione di copie del disco di poesie di Garcia Lorca).

Ugo PagliaiUgo Pagliai: nato a Pistoia il 13 novembre 1937, Pagliai cominciò a frequentare il teatro da piccolo. A Pistoia comincia la sua esperienza come attore, nel 1958 si iscrive all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica. Lo vediamo impegnato in film per la TV come Il Conte di Montecristo, di Edmo Fenoglio. Dal 1979 lavora accanto a Paola Gassman in teatro, tra i più importanti, ha interpretato: Il gatto in tasca di Feydeau, Il bugiardo di Goldoni, Liolà di Pirandello, Il piacere dell'onestà e L'uomo, la bestia e la virtù di Pirandello, nel 2000 veste i panni di Giobbe nell'omonimo testo di Carol Woityla, film di cui è anche regista per la rassegna di San Miniato, Scene da un matrimonio di Italo Svevo, Il padre di Strindberg, Ma non è una cosa seria di Pirandello, Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, Spirito allegro di Coward e Ifigenia in Aulide di Euripide, Vita col Padre di Crouse e Elena di Euripide, Harvey di Mary Chase, Bugie sincere di Vittorio Gassman, Una donna di casa di Vitaliano Brancati. Nel 1988 è stato insignito del premio speciale Flaiano come interprete teatrale.

Ottavia PiccoloOttavia Piccolo: nasce a Bolzano ed è attiva nello spettacolo da 39 anni. L'esordio risale al 1960-61 in teatro nel ruolo della bambina cieca, sorda e muta di "Anna dei miracoli" con Anna Proclemer, regia di Luigi Squarzina. Subito dopo il cinema: è Caterina, una delle figlie del principe di Salina (B. Lancaster ) ne Il Gattopardo di Luchino Visconti. Tra le ultime esperienze teatrali ricordiamo: Terra di latte e miele di Manuela Dviri, Regia di S. Piccardi 2004/2005, Buenos Aires non finisce mai, ispirato al romanzo Le irregolari di Massimo Carlotto, regia di Silvano Piccardi, Il Libertino, testo di Emmanuel Schmitt, regia Sergio Fantoni, Rosanero di Roberto Cavosi, regia di Piero Maccarinello, L'avaro di Molière, regia di L. Puggelli con Paolo Villaggio, Medea di Franz Grillparzer, regia di Nanni Garella, Intrigo e amore, di Friedrich Schiller, regia di Nanni Garella.

Gabriele CoenGabriele Coen: si diploma in sassofono presso il Conservatorio "Morlacchi" di Perugia e in "Specializzazione professionale di musica jazz e derivazioni contemporanee", presso l'Associazione "Siena Jazz".. Partecipa a stage e seminari di Dave Liebman, Steve Lacy, Ials con Gianni Oddi e Orchestra Romana di Bruno Tommaso. È tra i fondatori del gruppo “Klezroym” con cui ha inciso quattro dischi e ha svolto oltre 300 concerti in tutta Italia e anche all'estero, eseguendo spesso proprie composizioni. Dal 1996 collabora assiduamente con “I Solisti di Roma” con cui propone un inedito incontro tra sassofono e quartetto d’archi, eseguendo spesso prime assolute (D.Nicolau, F. Cifariello Ciardi, M.Coen). Nel 2001 ha dato vita al gruppo “Gabriele Coen Atlante Sonoro” con cui fonde il linguaggio jazzistico con la musica etnica, registrando nel 2004 l’album di esordio, “Duende”. Composizioni di sigle televisive (Rai Educational) e commenti musicali (Geo&Geo, Raitre), numerose collaborazioni teatrali (Mincer, Celestini, Scaparro, Natoli).


GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA
4 settembre 2005

Il Consiglio Europeo delle Comunità Ebraiche e il Benè Berit-Europa hanno fissato in domenica 4 settembre 2005 la Giornata Europea della Cultura Ebraica. Anche per la sesta edizione, il Museo Ebraico di Bologna promuoverà e organizzerà un programma di eventi ispirati al tema “La cucina ebraica”, che è stato scelto quest'anno come caratterizzante la giornata, tra cui l’ormai tradizionale Fiera del libro ebraico, la degustazione e vendita di prodotti kasher, una conferenza di Valeria Norsa Pesaro, l’iniziativa Ghetto in festa con musiche klezmer, visite guidate e spettacoli di animazione per i bambini coi burattini a cura di Tomas Simcha Jelinek, e il concerto dell’Accademia Corale “Vittore Veneziani” della Città di Ferrara a conclusione della giornata.