
Lizzie Doron, Etgar Keret, Sara Shilo
con Bruno Gambarotta
3 - 16 luglio 2008, ore 21.30
Cortile del Terribilia
Via Belle Arti 54-56, Bologna

| Programma | Autori | Conduttore |
In considerazione del grande successo riscontrato nell'estate del 2005 con "Tutto il latte e il miele"- Festival della Poesia Israeliana, e nell'estate 2007 con "Lo' ha-kol havalim, Non tutto è vanità" - Festival della Letteratura Israeliana, anche quest'anno il Museo Ebraico di Bologna in collaborazione con il Comune di Bologna e nell'ambito della rassegna estiva bè-bolognaestate08, intende presentare una serie di appuntamenti per offrire la suggestione dell'incontro tra i grandi autori contemporanei della letteratura israeliana, dove saranno protagonisti gli scrittori stessi e le pagine delle loro opere.
Il Festival intende sottolineare il valore culturale di questo giovane Paese e come la letteratura israeliana goda da alcuni anni di un grande successo in Italia, tanto che diverse e autorevoli case editrici vantano nei loro cataloghi autori israeliani tradotti e nomi come Abraham B. Yehoshua, Alona Kimhi, Amos Oz, David Grossman, Etgar Keret, Lizzie Doron, Meir Shalev, Uri Orlev, Zeruya Shalev, e altri sono noti a ogni amante italiano di letteratura.
Va soprattutto sottolineato come la letteratura israeliana abbia rappresentato e costituito un fattore decisivo nel passato per l’identità del popolo che viveva nella diaspora e di seguito come sia stata base essenziale per la formazione di una rinnovata identità nello Stato d’Israele.
Non a caso gli ebrei sono ritenuti il "popolo del Libro" per antonomasia, proprio per la consuetudine con la preghiera e la lettura critica dei testi; perciò emerge come lo sforzo morale e l’energia artistica e creativa impressa alla letteratura siano state percepiti dagli ebrei come un ulteriore processo per la realizzazione dello Stato.
Le serate del programma del Festival della Letteratura Israeliana Mi takhat le Maghen David - Sotto la Stella di Davide - Incontri con gli scrittori di Israele, che fanno parte di una serie di eventi che il Museo Ebraico di Bologna ha organizzato per il 60° anniversario dello Stato di Israele, intendeno offrire la suggestione di pagine straordinarie di questa letteratura e l’emozione dell’incontro con noti scrittori di Israele che interverranno.
Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito e con traduzione consecutiva
New Old Klezmer
è una fantasia musicale in tre parti che ripercorre la
millenaria esperienza strumentale del klezmer. Nella prima parte
“ancient times” suoni tradizionali si
intrecciano a suoni sperimentali dando vita ad una spettacolare
immagine sonora che evoca paesaggi e atmosfere bibliche. Nella
seconda parte “Tradition” i suoni tipici del klezmer
alternano Freilach, ovvero brani dal carattere brillante con veloci
acrobazie e virtuosismi affidati all’abilità tecnica e
talvolta all’estro improvvisativo dell’esecutore, e parti
più libere e cantabili. Tradition è la parte centrale e
più lunga dell’opera, frutto dello studio e profonda
conoscenza di Amit Arieli del repertorio klezmer. La terza parte
“New” è un’esplosione di ritmo e
sperimentazioni in cui i temi klezmer vengono sottoposti ad una
rielaborazione in chiave moderna con brevi, ma efficaci improvvisazioni
che rievocano con un linguaggio fresco e originale i passaggi
principali dell’intera opera. New Old Klezmer ha ottenuto un
prestigioso riconoscimento dalla European Association for Jewish
Culture ed è uscito in forma CD nel 2005 per l’etichetta
discografica Ethnoworld.
Lizzie Doron
è
nata a Tel Aviv
nel 1953. Dopo aver vissuto a lungo in un kibbutz sulle alture del
Golan, è tornata ad abitare nella sua città
natale. I suoi libri hanno riscosso un grande successo di pubblico e di
critica e hanno vinto numerosi premi tra cui il premio "Jeanette
Schoken" nel 2007. La sua ultima opera tradotta in Italia, Perché non sei venuta prima
della guerra? (Giuntina 2008), sta già
riscuotendo una notevole attenzione da parte del pubblico e della
critica. E’ un libro assolutamente nuovo sulla Shoah, di cui
non si parla mai espressamente ma che affiora oscura e devastante solo
attraverso le ferite e i fantasmi che ossessionano Helena. Una figura
di donna che, indomita, riesce a trasformare l'esperienza del dolore in
una visione del mondo libera da ogni sovrastruttura e condizionamento.
Come se riuscisse a fissare l'essenza del bene e del male senza
bruciarsi gli occhi e l'anima. Il tormento di esistere al posto di
qualcun'altro. Di dover vivere senza quel qualcun'altro di cui resta
poco o nulla: un fascio di parole, qualche pagina di un diario di
adolescente. Un silenzio terribile. In bilico tra immedesimazione e
distanza incolmabili, la memoria di queste donne è un
intreccio di narrazione e autobiografia, di prima e terza persona che
si cercano nella reciproca assenza.
Etgar Keret (Tel
Aviv, 1967) è il creatore di un genere letterario nuovo
rappresentato da racconti brevi, a volte crudeli, altre più
umoristici, scritti in uno stile rapido che non è mai
superficiale. Keret ha creato uno stile, un modo di concepire la
letteratura estraneo a ogni tipo di ideologia e retorica.
Alcuni critici ritengono la sua scrittura moderna e i suoi personaggi
surreali come il simbolo dell'attuale generazione di scrittori
israeliani, e come il fondatore della scuola letteraria nata nel suo
paese nella seconda metà degli anni '90. In Italia la
traduzione di Mi manca Kissinger (1998) è passata quasi
inosservata, mentre Pizzeria Kamikaze (2003), che contiene una raccolta
di racconti tratti dai suoi libri Tubi, Nostalgia per Kissinger e La
colonia estiva di Kneller, ha attirato l’attenzione del
pubblico e della critica su questo originale rappresentante della nuova
letteratura israeliana. Molti dei suoi lavori sono incentrati su
racconti brevi e su sceneggiature per la televisione; per la TV
israeliana, ha scritto le prime tre stagioni di The Cameri Quintet.
Lavora per la Tel Aviv University School of Film. Il suo film Skin Deep
è stato premiato in vari festival internazionali. Nel 1993
ha vinto il primo premio all'Alternative Theater Festival di Akko per
Entebbe A Musical che ha scritto con Jonathan Bar Giora. Il
cortometraggio "Malka Lev Adom", scritto e diretto con Ran Tal, si
è aggiudicato l'Israel Film Academy ed il Festival
Internazionale di Monaco di Baviera nel 1996. In Israele, Keret ha
vinto anche il premio del Ministero per la Letteratura e quello per la
Cultura Cinematografica. Ultima tappa della sua attività di
regista il film Meduzot [Meduse], girato con la moglie Shira
Geffen, ha vinto la “Camera
d’Or” al Festival di Cannes 2007.

Sara Shilo è nata nel 1958 a Gerusalemme. Autrice di libri per bambini, è stata direttrice del Centro d'arte di Maalot. Madre di quattro figli, oggi vive a Kfar Vradim. La pazienza della pietra, il suo primo romanzo tradotto in italiano, ha vinto il premio “Sapir”, il premio “Wiener” e il premio “Sharett”, e nasce da una elaborazione, come racconta la stessa Shilo: "Il giorno del mio 40esimo compleanno mi regalarono Che tu sia per me il coltello di David Grossman: non mi diede pace. Mi identificai con Yair che voleva "dare se stesso" solo con le parole e con Myriam che aveva la mia età ed era sterile. Attraverso di lei ho avvertito la mia sterilità creativa e la passione per la scrittura assopita dentro di me. Mandai una lettera a David Grossman e lui mi rispose: mettiti a scrivere". Sara Shilo lo fece. Il risultato è appunto La pazienza della pietra, romanzo d'esordio, che proprio Grossman ha definito di grande maturità e profondità: storia di una madre rimasta vedova, e dei suoi figli, che devono fare i conti con la mancanza del padre e le difficoltà quotidiane. Una famiglia che lei ha bloccato in un giorno della loro vita in cui guerra e tragedia privata si confondono.
Grazie al suo innato talento, Sara Shilo ha scritto un romanzo di grande maturità e profondità, creando tutto un mondo, ricco e sconcertante, che stringe il cuore, un mondo che non avevamo ancora conosciuto nella letteratura israeliana. David Grossman
Conduttore
Bruno Gambarotta
(Asti, 1937) è programmista, regista e direttore dei
programmi RAI; le sue doti di intrattenitore e comico sono venute alla
luce grazie a Celentano e al suo Fantastico del 1987. Comincia
così la sua carriera di conduttore televisivo e radiofonico
(Fantastico ‘87, Lascia o raddoppia, Tempo reale, ecc.);
è attore con Fabio Fazio in un sceneggiato televisivo su Rai
Due, trasmesso nel dicembre 1997. E' autore e attore di cabaret,
collabora a diversi giornali, tra cui L’Unità, La
Stampa, La Repubblica, Comix. Tiene una rubrica fissa su Torino Sette.
È autore di vari romanzi di genere giallo-ironico, e con la Nipote Scomoda ha vinto il
Premio Gran Giallo Città di Cattolica. Vive a Torino.