

Bologna, martedì 31 gennaio, ore 17.00
Aula Magna di Santa Lucia
Via Castiglione 36
A Bologna presso l'Eremo di Ronzano sta nascendo il Giuseppe Levi and Victor A. Mc Kusick Euro Mediterranean Center for Genetics and Medicine (www.ronzano.org), che ha lo scopo di favorire la diffusione delle conoscenze scientifiche finalizzate alla cura e alla prevenzione delle malattie genetiche nonchè la discussione fra specialisti e grande pubblico sulle problematiche etiche, legali e sociali della ricerca genetica contemporanea
Moderatori: Emilio Campos e Giovanni Romeo
Emilio Campos, Professore di Malattie dell'Apparato Visivo,
Alma Mater Studiorum
Presidente della Fondazione Museo Ebraico di Bologna
Saluto di benvenuto
Rita Levi Montalcini - Premio Nobel per la Medicina
Il mio maestro Giuseppe Levi
Giovanni Romeo, Professore di Genetica Medica, Alma Mater Studiorum
Presidente della European Genetics Foundation
La ricerca biomedica italiana fra le due guerre vista
attraverso la figura di Giuseppe Levi
L. Luca Cavalli Sforza, Professor of Genetics - Stanford University (USA)
L'eredità culturale di Giuseppe Levi e della sua scuola
Lucio Luzzatto, Professore di Ematologia, Università di Genova
Direttore
dell'Istituto Toscano dei Tumori, Firenze
Dall'istologia alla biologia cellulare e alla genetica in memoria di Giuseppe Levi
Joel Zlotogora, Professor of Community Genetics, Sheba Medical Center, Ramat Gan
Ministry of Health, Public Health Services
Genetic diseases among Jews: Community Genetics and the meaning of
the "Giuseppe Levi and Victor A. Mc Kusick Euro Mediterranean Center for Genetics and Medicine"
(con traduzione consecutiva)
Seguirà discussione
Giuseppe Levi nacque nel 1872 a Trieste da una famiglia di banchieri.
Cominciò i suoi studi universitari nel 1889 a Firenze, ma presto si recò
a Vienna per studiare sotto la guida del microbiologo italiano Alexander Lustig.
Ritornò a Firenze dove si dedicò allo studio della istofisiologia dei tessuti nervosi,
un argomento cui avrebbe dedicato la maggior parte della sua carriera.
Dopo aver trascorso un anno a Berlino per lavorare con l'embriologo Oskar Hertwig,
Levi ritornò ancora una volta a Firenze. Nel 1910 fu chiamato a insegnare presso
l'Università di Sassari e nel 1915 presso l'Università di Palermo.
Fu ufficiale medico sul Carso nella Prima Guerra Mondiale. Nel 1919 gli fu offerta
la cattedra e la direzione dell'Istituto di Anatomia presso l'Università di Torino.
Qui Levi formò molti allievi, tre dei quali - Salvador Luria, Renato Dulbecco
e Rita Levi-Montalcini - sarebbero stati insigniti del premio Nobel.
La sua personalità ed il suo antifascismo rimangono indimenticabili
per la descrizione fattane dai molti dei suoi allievi nelle loro autobiografie
e dalla figlia Natalia Ginzburg in Lessico Famigliare. Quando Mussolini richiese
che i professori universitari giurassero fedeltà al regime, Levi si trovò
davanti a un grave dilemma. Ma l'amore per la ricerca e per i suoi studenti
si rivelarono più forti e prevalsero sulle sue convinzioni politiche.
Nel 1938 Levi, dichiarato "indesiderabile e pericoloso", fu costretto a
trasferirsi all'Università di Liegi, dove poté rimanere fino a quando
il Belgio fu occupato dai tedeschi. Ritornato in patria, egli cominciò
a studiare i gangli nervosi degli embrioni di pollo nel laboratorio clandestino
allestito in casa propria dalla Montalcini, che si nascondeva come lui dai nazisti.
Dopo la Guerra, Levi fu invitato a riprendere il suo posto all'Università di Torino,
mentre la Levi-Montalcini e Dulbecco seguirono l'esempio di Luria e partirono
per gli Stati Uniti.
Giuseppe Levi si ritirò dall'insegnamento universitario nel 1948 dopo aver
pubblicato più di 200 monografie, articoli, e libri. Egli continuò ad assistere
nella ricerca studenti e collaboratori per ancora un decennio. Morì nel 1965.