
Tobia Ravą, dopo aver sperimentato molti percorsi creativi inerenti al rapporto arte e scienza, dal 1998 ha avviato una ricerca legata alle correnti mistiche dell'ebraismo: dalla kabbalah al chassidismo, proponendo un nuovo approccio simbolico attraverso le infinite possibilitą combinatorie dei numeri. La logica letterale e matematica, che sottende le opere di Ravą, č intesa come codice genetico e raccoglie elementi sia filosofici sia linguistici che vanno a costituire una sorta di magma pittorico fatto di lettere e numeri, che si cristallizzano sulla superficie "grandangolata" di vedute di canali e boschi. Le opere pił recenti riportano elementi archetipali della cultura ebraica e si sviluppano attraverso sequenze numeriche riferite ad un linguaggio cosmologico universale, poiché attraverso i concetti base della kabbalah ("tradizione" e anche "ricezione" indica la tradizione mistica del pensiero ebraico), si puņ arrivare ad un percorso etico-filosofico, legato al pensiero di Itzachq Luria, al contempo antichissimo e moderno. Se gli artisti rinascimentali cercavano la bellezza ideale nelle geometrie attraverso i rapporti numerici per raggiungere equilibrio ed armonia, misura e ordine, Tobia Ravą sviluppa un percorso simbolico a rebus costruito su piani di lettura diversi attraverso la ghematrią ("gimatreya"), criterio di permutazione delle lettere in numeri in uso fin dall'antichitą nell'alfabeto ebraico, secondo cui ad ogni lettera corrisponde un numero, cosģ ogni successione alfabetica puņ considerarsi una somma aritmetica. L'artista ricrea i luoghi del reale servendosi di un linguaggio codificato riferito ai numeri relativi alla traslitterazione ghematrica delle 22 lettere che compongono l'alfabeto ebraico, che hanno appunto un significato etico, spirituale e numerologico, metafora di una disgregazione attraverso le scintille di un Big Bang ancestrale.
Tobia Ravą (1959) lavora a Venezia e a Mirano. Si č laureato in Semiologia delle Arti all'Universitą di Bologna, dove č stato allievo di Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese e Flavio Caroli. Ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia ed Urbino. Espone dal 1977. E' presente in collezioni sia private che pubbliche, in Europa, Stati Uniti, America Latina e in Estremo Oriente. Nel 1983 č tra i fondatori del gruppo AlcArte, attivo all'Universitą di Bologna (DAMS), con l'intento di coniugare il fare arte all'epistemologia. Dal 1988 si occupa di iconografia ebraica. Nel 1993 č il promotore del gruppo Triplani, che, partendo dalla semiologia biplanare, prende il nome dall'ipotesi di un terzo livello percettivo derivato dall'aura simbolica, accanto a quelli del significato e del significante. Nel 1998 č tra i soci fondatori di Concerto d'Arte Contemporanea, associazione culturale che si propone di riunire artisti con le stesse affinitą per riqualificare l'uomo ponendolo in sintonia con l'ambiente e rendere l'arte contemporanea conscia dei suoi rapporti con la storia e la storia dell'arte, anche interagendo espositivamente con parchi, ville, edifici storici e piazze di cittą d'arte. Dal 1999 ha avviato un ciclo di conferenze, invitato da universitą e istituti superiori d'arte, sulla sua attivitą nel contesto della cultura ebraica, della logica matematica e dell'arte contemporanea. Nel 2004 con Maria Luisa Trevisan ha dato vita a PaRDeS Laboratorio di Ricerca d'Arte Contemporanea a Mirano dove artisti di generazioni e culture diverse si confrontano su temi naturalistici e scientifici.