DANTE E LE VIE DEGLI EBREI

Nell'anno delle celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, diamo inizio a una serie di "passaggi" di poesia, storia e pensiero attraverso lo spettacolo de "Il Ruggiero" dedicato alla storia di Dante nel mondo ebraico e del suo peregrinare tra Bologna e la Romagna. Per l'occasione, dal 15 giugno al MEB sarà esposta l’opera di Tobia Ravà, "Dante perso nella Selva Alchemica"

MEB - Museo Ebraico di Bologna
IL RUGGIERO

Uno spettacolo de Il Ruggiero di e con Emanuela Marcante e Daniele Tonini
in testi, musiche, video, immagini

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16-agosto.jpgSeguiremo Dante nel suo peregrinare tra Bologna e la Romagna, terra piena di presenze e storie degli ebrei, da Forlì (la città di Guido Bonatti, astronomo e astrologo posto nell'Inferno) a Cesena e all'ultimo approdo, Ravenna. Saremo con Dante negli scenari della poesia, della bibbia, della mistica ebraica nel nome di Immanuello Romano, autore di un'opera dal titolo quanto più dantesco L'Inferno e il Paradiso:

“E come partimmo di là
e giungemmo a un altro luogo dell'Inferno,
vidi un uomo che era stato tra i potenti della terra.
I patimenti lo avevano sfiancato, la sua pelle era raggrinzita sulle ossa ma non aveva il viso rovinato:
ardeva di un fuoco che ardeva il fuoco stesso e che non si consumava.

mi disse “Cosa fai qui? Perchè sei qui?
Sei forse caduto anche tu tra gli empi?
Anche tu, come noi, vi sei finito?”

da L'Inferno e il Paradiso di Immanuello Romano  (1261-dopo il 1328)

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Approderemo al Dante mito dell'Unità d'Italia, fatto proprio dagli ebrei italiani risorgimentali, giungendo quindi al secolo dell'Olocausto in cui Dante sarà compagno nelle persecuzioni e nell'inconcepibile disumanità dei campi, come per Primo Levi:

“Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e conoscenza.
Come se anch'io lo sentissi per la prima volta: come uno squillo di tromba, come la voce di Dio. Per un momento, ho dimenticato chi sono e dove sono.”

(da Primo Levi, Se questo è un uomo)

La storia di Dante nel mondo ebraico, compagno di ogni “canto” di dignità e libertà umane, prosegue nelle traduzioni ebraiche del nostro secolo, prosegue nel nostro tempo.


Dal 15 giugno in mostra al MEB

tobia_rava_opera_Dante.jpgDal 15 giugno al MEB l’opera di Tobia Ravà, Dante perso nella Selva Alchemica (sublimazione su raso acrilico, 2021): “Un punto di contatto fondamentale tra Dante e l’ebraismo compare in un passo del Paradiso (Canto XXVI, versetti 124/138) e nel De vulgari eloquentia, di cui ne parlò anche Umberto Eco nel famoso libro La ricerca della lingua perfetta nella cultura Europea, dove lo scrittore racconta di uno scontro/incontro – molto probabile – di Dante col pensiero di Abulafia”, dice Vittorio Robiati Bendaud.
Tobia Ravà in questa opera riflette su un ideale incontro avvenuto in un bosco alchemico, la selva oscura. Tra Dante Alighieri e Abulafia, che fu filosofo e mistico della Spagna sefardita e uno dei maggiori studiosi della Qabbalah dell’epoca medievale. Tobia Ravà ne fa una lettura simbolica e applica quel percorso della lingua ebraica che è chiamato ghematrià, ovvero la corrispondenza tra lettera e numero delle parole ebraiche, che fanno del testo biblico anche un testo matematico: le ventidue lettere dell’alfabeto ebraico corrispondono ad altrettanti numeri, le prime nove alle unità, poi le decine e le ultime quattro alle prime centinaia. E così, ad esempio, Dante scritto in lettere ebraiche - DALET4 ALEF1 NUN50 TET9 HEI5 - ha un valore ghematrico di 69 che corrisponde al valore di HADAS = mirto, da sempre il simbolo della fecondità.


Appuntamenti passati

Guarda il servizio realizzato da VideoRegione per l'occasione

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pubblicato il 2021/03/23 01:10:00 GMT+2 ultima modifica 2021-07-12T13:49:33+02:00

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